Caritas Baby Hospital a Betlemme

La situazione per il Caritas Baby Hospital a Betlemme (14 novembre 2023)

Dal 7 ottobre, la Cisgiordania è isolata. Le strade di accesso all’ospedale di Betlemme sono vuote.  Il  posto di controllo sulla strada che conduce da Betlemme a Gerusalemme è chiuso. Per le piccole  e i piccoli pazienti è impossibile raggiungere l’ospedale pediatrico. Questo è il motivo per cui è stata installata un’assistenza telefonica per le consultazioni.

Il Caritas Baby Hospital oggi

Kinderspital Bethlehem Wartebereich

Ogni anno, decine di migliaia di bambini malati ricevono cure mediche, infermieristiche e terapeutiche presso l’ospedale pediatrico.

Un aiuto immediato viene prestato all’ambulatorio, dove i genitori possono recarsi con i bambini senza appuntamento. È possibile rimanervi fino a 24 ore, quando sarà deciso  se per la piccola o il piccolo s’ impone un ricovero.

Dal 2013, l’ospedale è dotato di un’ unità di terapia intensiva che nel 2018 è stata ampliata a nove letti. L’équipe medica salva ogni giorno piccole vite. Vengono curati soprattutto bambini affetti da gravi malattie alle vie respiratorie, da patologie metaboliche o da problemi cardiaci.

L’ospedale consente trattamenti di fisioterapia pediatrica fino all’età di tre anni compiuti.

In uno spazio messo a disposizione dall’ ospedale per le mamme, queste trovano tranquillità e assistenza. Ricevono consulenza su temi quali le malattie ereditarie, l’igiene e l’alimentazione. Le donne, spesso molto giovani, una volta rientrate a casa mettono a frutto le conoscenze acquisite a familiari e vicine di casa.

Chi non riesce a pagare le spese di cura, può contare sull’aiuto dei servizi sociali dell’ospedale.

©: Foto: Meinrad Schade

La storia dell’ospedale pediatrico di Betlemme

Nel 1948, la creazione dello Stato israeliano e la successiva guerra d’indipendenza hanno reso   centinaia di migliaia di famiglie palestinesi sfollate e in seguito rifugiate. Vivevano in tende e ciò in grande povertà.

Nel 1949 Hedwig Vetter, una collaboratrice di Caritas Svizzera si recò in Palestina e si rese conto delle condizioni di vita della popolazione palestinese.  Con l’aiuto del dott.  Dabdoub, decise di creare un centro di accoglienza per madri con bambini piccoli che necessitano di cure mediche d’emergenza. A questo scopo presero in affitto dei locali nella città vecchia di Betlemme, dando inizio  a ciò che più tardi sarebbe diventato il Caritas Baby Hospital.

Nel 1952, per conto di Caritas Svizzera, arrivò a Betlemme il vallesano padre Ernst Schnydrig. Anche lui rimase scioccato dalla povertà che dominava nel luogo di nascità di Gesù. Da allora sostenne l’operato di Hedwig Vetter e del dott. Antoine Dabdoub.

Nel 1953, in un ospedale del luogo, fu loro possibile occupare alcuni letti per le cure stazionarie di bambini ammalati.  Questo segnò l’inizio dell’ospedale e di una collaborazione proficua tra persone attive a livello locale e persone impegnate in Svizzera, Germania, Italia, Austria e Palestina.

Nel 1963, padre  Ernst Schnydrig fondò a scopo non lucrativo l’associazione Aiuto Bambini Betlemme con sede a Lucerna

In Svizzera, la colletta di Natale delle parrocchie cattoliche è destinata ogni anno al Caritas Baby Hospital.

Annemarie Akermann

 

©: Archivio Aiuto Bambini Betlemme